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IL PERCORSO CICLABILE
La pista ciclabile Copparo-Ro è un percorso riservato della
lunghezza di 16 km circa, che ha idealmente partenza dal Museo delle tradizioni e della
cultura materiale del Copparese e arrivo all'approdo fluviale turistico di Ro. Il percorso
si pone in connessione con la rete ciclabile provinciale offrendo la possibilità di
collegarsi all'argine destro del Po (pista ciclabile Stellata-Goro).
Nel suo tratto iniziale, la direzione è quella per Saletta, la pista
costeggia il Naviglio sulla sponda sinistra, incontrando dopo qualche chilometro, nel
paesaggio tipico della campagna padana, la pieve romanica di San Venanzio: edificio tra i
più antichi del territorio (sulla facciata un'antica lapide data 1344). Al suo interno si
possono vedere, su richiesta, importanti brani affrescati di scuola bolognese, riferibili
alla metà del Trecento.
Vicine alla pieve si possono notare, in direzione per Saletta, tre
dismesse possessioni agricole (Grande, Vicenza e Gallo) e un esempio di architettura
religiosa (Ca' Lunga). Qui il paesaggio è quello di sempre, distese agricole coltivate
fino al ciglio della strada che da cinquant'anni a questa parte conservano lo stesso
aspetto, come immutabili. Distese di terra che l'uomo ha strappato all'acqua attraverso le
bonifiche che, in assenza di alberi, assumono un aspetto che ricorda le grandi distese
agricole americane, non a caso, Luchino Visconti scelse proprio queste terre per
ambientarvi il film Ossessione, che aprì le porte al neorealismo italiano.
Continuando lungo la pista si arriva a Saletta dove sono da segnalare
la chiesa (1806-1811) che la cronaca parrocchiale, difficilmente documentabile,
attribuisce all'Architetto Antonio Foschini (lo stesso che progettò il Teatro Comunale di
Ferrara). Da notare anche un edificio di archeologia paleoindustriale (Opificio), adibito
a mulino granaio fino alla fine degli anni sessanta.
Si prosegue per Ruina dove, oltrepassando il Canal Bianco e la Fossa
Lavezzola, si raggiunge il Borgo Fornace, nel quale sono visibili lo stabilimento e la
fornace per la cottura dei mattoni; di seguito si trovano le cave per l'estrazione
dell'argilla, oggi riqualificate e usate per la pesca sportiva (Laghi Dorati).
A Ruina da segnalare la chiesa eretta nel 1782, sembra, su progetto
dell'Architetto Antonio Foschini; a destra della pista, sulla strada per Ro sulla riva
sinistra del Canal Bianco, è visibile l'edificio, ormai decadente, detto il Collegio, con
annessa chiesetta edificata nel 1788 da Alberto Penna. Fu luogo di villeggiatura del
collegio gesuitico di Ferrara nel XVII secolo, attualmente è in avanzato degrado.
Arrivati a Zocca di Ro, la pista ciclabile sale sull'argine destro
del fiume Po, qui, tra l'argine e il fiume, si possono notare i tipici filari di salici
bianchi e numerose aree coltivate a pioppo da carta. Il protagonista ora è il fiume che,
seppure in questo tratto non particolarmente ricco di attrattive naturalistiche, è
comunque in grado di calamitare l'attenzione di chiunque lo avvicini. Sull'argine, unico
punto sopraelevato di un territorio che vive al di sotto del livello del mare, si domina
la pianura a perdita d'occhio: a sinistra gli alberi e il fiume, a destra la campagna che
emoziona nella sua infinitezza.
Il percorso, in corrispondenza dell'argine del Po, s'innesta con la
pista ciclabile Stellata-Goro (attualmente in costruzione), tratto riservato di 146 km che
coincide con la ciclostrada n° 8 del circuito europeo Eurovelo.
Facendo una deviazione a sinistra, nel momento in cui la pista
s'innesta sull'argine del Po, in direzione Fossadalbero, incontriamo la Delizia Estense,
oggi complesso privato che ospita un "Country Club" con campi da golf, piscine e
impianti sportivi. L'edificio, in buona parte ricostruito nell'Ottocento, fu
originariamente edificato attorno al 1430 da Giovanni da Siena per volere di Nicolò III
d'Este. La tradizione vuole Fossadalbero il luogo degli incontri segreti fra Parisina,
moglie di Nicolò III, e il figliastro Ugo.
Proseguendo invece a destra, lungo l'itinerario principale,
incontriamo con lo sguardo Villa Saracco-Riminaldi, nascosta da un folto giardino che
spicca nella pianura, è fra le più articolate dimore gentilizie della campagna
ferrarese: il corpo centrale risale alla metà del XVI secolo e fu edificato accanto ad un
torrione quattrocentesco, che pare abbia avuto compiti difensivi nella guerra contro i
veneziani nel Cinquecento. In seguito fu inoltre costruita la cappella barocca.
Il percorso si conclude nei pressi del ponte sul Po, dove sta per
sorgere un piccolo porticciolo turistico per l'approdo di gommoni e canoe.
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