| La più antica menzione di
Copparo è nel privilegio di papa Adriano II (870) che conferma a Firminiano e fratelli la
Corte di Formignana, confinante ad un lato con "Cuparus et Caput canilis". La
giurisdizione sulla Massa di Copparo, il cui territorio era compreso tra il fiume Goro (di
Baura), la Fossa Curulo ed il Canale Bianco, fu oggetto di secolari controversie tra la
Chiesa di Ferrara e di Ravenna.
Una prima composizione di esse si ebbe nel Sinodo di Ravenna
nell’anno 955, quando Martino vescovo di Ferrara, pur dichiarando che la Massa di
Copparo era stata tenuta dai suoi predecessori, ammise di non aver negli archivi della sua
chiesa documenti che ne affermassero il suo legittimo possesso e quindi, per porre fine
alla contesa, riconobbe Massa di pertinenza della Chiesa di Ravenna, passata poi
incontrovertibilmente, a quella di Ferrara.
Un privilegio dell’arcivescovo Gebeardo (1040) ricorda la
"Pieve" di San Pietro di Occupario, mentre altri documenti ravennati ne
menzionano il "Porto". Nella pseudo bolla vitaliana, Copparo è compresa tra le
masse soggette alla Chiesa di Ferrara. |