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Cenni Storici
 

Dopo poco il castello fu preso e incendiato. Non ne restò nulla e furono perduti anche gli affreschi di Nicolò Panizzato, dipinti all’epoca di Leonello d’Este. Nel 1509, malgrado le schermagli politico-diplomatiche, in un altro conflitto contro i Veneziani, il nostro territorio fu invaso da torme di schiavi dalmati al seguito dell’ammiraglio Trevisan.

Per ordine di costui il provveditore Grandenigo, attraversato il Po e invaso il Polesine di S. Giovanni Battista, saccheggiò molti paesi compreso Copparo, distruggendo i raccolti e rubando il bestiame. Ritornata la pace con i Veneziani, Ercole II d’Este fece ricostruire sulle rovine del castello un sontuoso palazzo, la "Delizia", realizzato tra il 1540 e il 1547. L’imponente complesso era formato da cinque torri collegate tra loro in modo da formare un cortile interno; le sale erano affrescate dal Dossi e dal Garofalo.

Ma c’era anche un altro nemico da tenere a bada giorno e notte; il non lontano Po, che, dopo la rotta di Ficarolo del XII secolo, si era scavato un nuovo corso. Quando si faceva turgido e minaccioso, usciva spesso dal suo letto ed invadeva le lande. Particolarmente disastrosa la rotta del Po a Papozze del 1592 e quella di Berra del 1595.

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