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Ambrogio | Cesta | Coccanile | Fossalta | Gradizza | Sabbioncello S. Pietro | Sabbioncello S. Vittore | Saletta | Tamara

Le Frazioni

Gradizza

Il nome sembra derivi dal latino "graticia" o "graticiata", ossia mezzo con cui riparare le terre dalle acque (...). Il Franceschini scrive che il termine è d'uso nella terminologia fluviale ferrarese e come tale ricorre fin dall'anno 939 per una "Fossa Gradiciaria" posta sul confine orientale del Fondo di Saletta. Nei pressi di Gradizza era pure nel 1294 il luogo "Gradicola", censito nel 1431 con Gradizza (...).

Nel 1119 fu oggetto di accordi solennemente stipulati in Sabbioncello S.Vittore fra l'Arcivescovo di Ravenna e quello di Ferrara. Di Gradizza, con Formignana, Tresigallo, Gatola dei Campiuni, Sabbioncello, Fossalta, Tamara, Caliano e Cologna, nel 1251 fu investito dall'Arcivescovo di Ravenna il marchese Azzo d'Este.

Una chiesa di Gradizza , dedicata a S.Vito, è ricordata fin dal 1142; in seguito fu abbattuta perché cadente. Nello stesso luogo ne venne innalzata un'altra in onore di S.Lorenzo, anch'essa andata in rovina.

La chiesa che si ammira oggi, pure dedicaa a S.Lorenzo e S.Vito, nincominciata nel 1762 e ultimata nel 1780, mostra lo stile di quell'epoca. I documenti dell'archivio parrocchiale l'attribuiscono ad Antonio Foschini (1741-1813). L'abile architetto, nel disegno della facciata, mostra di aver già subito una graduale evoluzione in senso neoclassico, mentre nell'interno fa sfoggio del suo talento incidendo sobriamente la navata con dodici nicchie poste su due ordini, popolandone di altrettante statue lignee di santi, scolpite da abile mano. Le due cappelle laterali sono adorne di altari e ancore barocche in legno dorato, provenienti dalla chiesa di S.Antonio in Polesine di Ferrara (...) si possono far risalire al primo Seicento.

Gradizza - Chiesa di S. Vito
Gradizza - Chiesa di S. Vito

Interessante ancora è una tavola con la Madonna e il Bambino incoronati da angeli, opera erroneamente attribuita a un pittore del Quattrocento e che un più attento studio potrebbe collocare fra le tante copie dipinte nel secolo scorso (...).

U.Malagù, "Guida del Ferrarese", Volume Secondo, Ferraria Libro, Ferrara 1982, pagg. 340-341