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Le Frazioni

Saletta

Saletta Castellana e Saletta Daimana o Guidoni (...) sono menzionate come Masse nella bolla pseudo-vitaliana e, perciò da considerarsi tra i luoghi più antichi del Ferrarese (...).

Nei documenti ravennati del sec. XII e XIII il suo assetto fondiario appare molto frazionato e numerose sono le petizioni agli Arcivescovi di Ravenna per ottenere le concessioni "ad laborandum" o per il rinnovo di piccole enfiteusi. Anche la toponomastica locale, di conseguenza si presenta notevole, pur in un comprensorio così ristretto: Selva, Valle de Patro, Valle de Luca, Rupta, Polladelis, Pollelo, Viselata, Lama de medio, Canal serrato, Savinuzzo, Ronco (...).

Sono nomi imposti da particolari condizioni geografiche e culturali: non diversamente potrebbe essere per il toponimo principale, Saletta, per il quale il Frizzi ha cercato l'etimo in "salictum", luogo piantato a salici da vimini (...).

Già in antico fu costruitauna chiesa dedicata a S.Michele, rifatta in epoca successiva. Circa l'attuale edificio, la cronaca parrocchiale riferisce per certo che sia opera dell'architetto Antonio Foschini, costruita negli anni 1806-1811 (...). La trabeazione e il portale sono illeggiadriti da elementi in cotto ed è evidente la graduale evoluzione in senso neoclassico della costruzione. Alla pianta ovale nell'interno si aggiunge l'abside semicircolare, nel cui catino si ammira un "Giudizio Universale" d'ispirazione pure neoclassica, dipinto a tempera dal bolognese Masi.

Si vuole che il Foschini chiamasse questa chiesa "sorella maggiore" di quella di S.Nicolò Ferrarese, da lui costruita pochi anni prima. Notevoli il coro con colonne a scomparti in legno di radica e l'ottimo organo. Nel centro della Piazza, antistante la chiesa, sorge l'obelisco che ricorda i Caduti di tutte le guerre.

Saletta - Chiesa di S. Michele
Saletta - Chiesa di S. Michele

Poco lontano da Saletta si notano gli antichi palazzi Avogli-Trotti, ora Tedeschi e quello delle Cà Matte, ridotto a fattoria: entrambi ricordati al tempo del Guarini.

(...)

Pieve di S. Venanzio
Saletta - Chiesa di S. Venanzio

Circa due chilometri a nord-ovest del paese, affiancata da un ciuffo di pioppi, sorge la bella chiesetta romanica di S.Venanzio, già dei Battuti Bianchi di Ferrara. Il luogo elevato e solitario, rispetto alla bassa e aperta pianura, è chiamato la Savonuzza, che il Pardi fa derivare dal latino medioevale "savinitius", diminutivo di "savinia", luogo con rovi di ginepro. Localmente si ricorda che il termine potrebbe derivare dalla trasformazione dialettale di "Savnuz", o "Sanvanaz", quindi "Sanvenanzio" (...).

Sulla facciata della chiesa, col portale ad arco e il foro della finestra a ruota, si legge un'antica lapide originariamente collocata altrove. I caratteri gotici tradotti dal Balboni dicono: "Il 4 maggio quest'opera e la chiesa fece fare Giovanni da Saletta, filgio del fu Viviano, che colle proprie opere sostanze dotò anche la chiesa nell'anno 1344, indizione XII". Su di un lato il coronamento della parete è fatto di dentelli. I campaniletto è illeggiadrito da bifore.

Nel 1473 vi era parroco Niccolò Bardella, titolare poi della cattedra di diritto presso l'Università di Ferrara (...). Nell'interno, a copertura lignea visibile, alcune travature conservano tracce di decorazioni. Ancor oggi nei muri si notano importanti brani affrescati di una Annunciazione (...).

Nelle vicinanze sorge un'antica casa che potrebbe essere quel "bel palazzo nella villa di Savenuzzo" regalato da Leonello d'Este al fedele amico Folco di Villafuora (...). Era tanta l'amicizia che nel 1448 i due si fecero ritrarre insieme dal Mantegna in una sola tavoletta, purtroppo andata perduta.

U.Malagù, "Guida del Ferrarese", Volume Secondo, Ferraria Libro, Ferrara 1982, pagg. 348-350