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Ambrogio | Cesta | Coccanile | Fossalta | Gradizza | Sabbioncello S. Pietro | Sabbioncello S. Vittore | Saletta | Tamara Le Frazioni SalettaSaletta Castellana e Saletta Daimana o Guidoni (...) sono menzionate come Masse nella bolla pseudo-vitaliana e, perciò da considerarsi tra i luoghi più antichi del Ferrarese (...). Nei documenti ravennati del sec. XII e XIII il suo assetto fondiario appare molto frazionato e numerose sono le petizioni agli Arcivescovi di Ravenna per ottenere le concessioni "ad laborandum" o per il rinnovo di piccole enfiteusi. Anche la toponomastica locale, di conseguenza si presenta notevole, pur in un comprensorio così ristretto: Selva, Valle de Patro, Valle de Luca, Rupta, Polladelis, Pollelo, Viselata, Lama de medio, Canal serrato, Savinuzzo, Ronco (...). Sono nomi imposti da particolari condizioni geografiche e culturali: non diversamente potrebbe essere per il toponimo principale, Saletta, per il quale il Frizzi ha cercato l'etimo in "salictum", luogo piantato a salici da vimini (...).
Poco lontano da Saletta si notano gli antichi palazzi Avogli-Trotti, ora Tedeschi e quello delle Cà Matte, ridotto a fattoria: entrambi ricordati al tempo del Guarini. (...)
Sulla facciata della chiesa, col portale ad arco e il foro della finestra a ruota, si legge un'antica lapide originariamente collocata altrove. I caratteri gotici tradotti dal Balboni dicono: "Il 4 maggio quest'opera e la chiesa fece fare Giovanni da Saletta, filgio del fu Viviano, che colle proprie opere sostanze dotò anche la chiesa nell'anno 1344, indizione XII". Su di un lato il coronamento della parete è fatto di dentelli. I campaniletto è illeggiadrito da bifore. Nel 1473 vi era parroco Niccolò Bardella, titolare poi della cattedra di diritto presso l'Università di Ferrara (...). Nell'interno, a copertura lignea visibile, alcune travature conservano tracce di decorazioni. Ancor oggi nei muri si notano importanti brani affrescati di una Annunciazione (...). Nelle vicinanze sorge un'antica casa che potrebbe essere quel "bel palazzo nella villa di Savenuzzo" regalato da Leonello d'Este al fedele amico Folco di Villafuora (...). Era tanta l'amicizia che nel 1448 i due si fecero ritrarre insieme dal Mantegna in una sola tavoletta, purtroppo andata perduta. U.Malagù, "Guida del Ferrarese", Volume Secondo, Ferraria Libro, Ferrara 1982, pagg. 348-350 |
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