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Le
Frazioni
Tamara
Il nome può derivare da "Tamarix", tamerice, come crede
i Frizzi, ma il Pardi pensa al medioevale "tamara", sorbo
selvatico. Le origini del paese sono molto antiche.
Una Pieve di S.Giorgio di Tamara appare menzionata nella pseudo
bolla vitaliana e, con piena attendibilità cronologica, in un documento
di concessione dei beni del 4 ottobre 939. Ne fa menzione la bolla
di papa Marino II (944) per la conferma di beni e di diritti della
chiesa di Adria (...)
Nell'anno 970 Tamara è ricordata nel placito di Eccicone, come
soggetta alla chiesa di Ravenna e nel 1251 ne fu investito il marchese
Azzo d'Este.
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Come tanti altri luoghi ai margini della zona
paludosa del Ferrarese, nei secoli XIII e XIV, anche
Tamara aveva una torre di scolta: quella che rabberciata,
nel 1710, fu trasformata nell'attuale campanile. La
chiesa parrocchiale, dedicata a S.Giovanni Battista,
fu oggetto di particolari attenzioni da parte di
Ippolito d'Este. Venne modificata nel 1702, poi
rifatta nel 1839 dal parroco don Francesco Boari
(...). Ha un altare di classico disegnoin bardiglio
e fior di pesco del 1876 ed alcune discrete tele,
fra le quali la grande Cena del sec. XVII, d'ispirazione
garofalesca e nel coro un bel S.Giovanni Battista
settecentesco.
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 Tamara
- Chiesa di S.Giovanni Battista
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Ludovico Ariosto, nel suo "conto dei contadini", riferisce
di un tal Battista del Ponte che prende manzi a "giuvatica"
(una specie di mezzadria) da custodire nel suo podere di Tamara.
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Se questa è indiretta eco del cantore d'Orlando,
ben più viva e palpitante è l'emozione che ci perviene
dalla poesia di Corrado Govoni, nato a Tamara il 29
ottobre 1884. (..).
In tutte le opere di Govoni vi è traccia profonda
dell'origine, nostalgico dolore per l'abbandono dell'ambiente
rusticano e terragno, ma naturale e schietto. Si può
dire che egli sia il più grande interprete della Bassa
Ferrarese e ne abbia divulgato ovunque e per sempre
gli aspetti tipici e segreti.
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 Tamara
- Casa natale di Corrado Govoni
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U.Malagù, "Guida del Ferrarese", Volume Secondo,
Ferraria Libro, Ferrara 1982, pagg. 350-352
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