SINTESI E PROSPETTIVE

 

 

 


 

 

 

 

 

ANALISI DEMOGRAFICA

IDENTITA’, CITTADINANZA, ASSOCIAZIONI E COMUNITA’

FORMAZIONE E CULTURA

PATRIMONIO CULTURALE STORICO E ARTISTICO

 

LA SINTESI

 

 

PUNTI DI FORZA

 

Presenza diffusa di Servizi Culturali ( biblioteche , associazioni )

 

Patrimonio Urbanistico: 900  Tresigallo

Ville diffuse sul territorio (Mensa, Zenzalino, Saracco, Beicamina, Villa Giglioli ecc…)

Ex Zuccherificio (Iolanda)

Ex Fornace (Ruina)

Aste navigabili:             (Po – Volano)

Emergenze ambientali

Luoghi letterari:            Parco letterario Bacchelli

Sistema agricolo e

Cultura contadina        fattorie didattiche,

                                 fattorie aperte,

                                agriturismi, museo

                                della civiltà contadina

Siti archeologici          esistenti , da individuare e

                                 mettere in un percorso

                                 archeologico

 

PUNTI DI  DEBOLEZZA

 

Sottovalutazione delle potenzialità territoriali

Carenza di relazioni culturali esterne

Zanzare

Invecchiamento popolazione

Territorio ancora troppo politicizzato (in senso partitico)

Mancanza di nuove competenze

Mancanza d’architettura moderna

Rinuncia all’identità

 

OPPORTUNITA’

 

Progettazione  estesa  a 6 comuni 

Finanziamenti  Ob2

Ambiente rurale e paesaggistico da recuperare

Turismo minore

Circuito culturale -  ….TRA FERRARA ED IL MARE

Laboratorio d’arte e cultura

 

 

RISCHI

 

Calo demografico e potenziale umano

Desertificazione del territorio

Isolamento culturale

Rassegnazione e perdita d’identità

Scarsa valutazione dell’ambiente agricolo e del paesaggio di pianura

Carenza di progettualità alta

Architetture agricole e della prima industrializzazione in decadenza

Sottovalutazione della storia e cultura umana ed ambientale del territorio

 

 


LE PROSPETTIVE

 

·        Agricoltura ed ambiente

 

Non solo va approfondito il discorso sugli indirizzi di politica agricola e agroindustriale ma questi temi non possono trascurare la dimensione ambientale; oggi la riscoperta del funzionamento degli ecosistemi mette in campo la costruzione di infrastrutture ambientali di supporto (rete ecologica) ai temi dello sviluppo urbano ed economico del territorio, restituendo all’agricoltura temi che aprono alternative impensabili rispetto ai tradizionali approcci legati solo alla produzione.

·        Parco letterario ( Bacchelli ed eventualmente altri)

 

·        Musei d’azienda (Berco e BBS):

 

-         Il lavoro che esprime il suo aspetto culturale e rafforza l’identità locale

-         Museo come espressione architettonica e promozionale dell’azienda e del territorio

·        La Qualità Urbana – Architettura

 

Lo sviluppo delle città ha drammaticamente messo in campo problemi di qualità del vivere, ma un concetto semplice è emerso; la voglia di urbanità che si esprime in termini di mobilità sociale e sul territorio ha fatto emergere un aspetto decisivo; più sono diverse le funzioni urbane più la città è attraente, bisogna allora lavorare sull’integrazione delle funzioni per aumentare la qualità ed il valore della città; la vecchia concezione delle città con parti monofunzionali ( industria, residenze, centro, periferie etc) deve essere abbandonata da un modello in cui le reti di fruizione delle funzioni servano allo sviluppo del Capitale Umano insediato; la città non più come luogo di consumo ma soprattutto come luogo di investimento per lo sviluppo delle competenze; la qualità intesa come potenzialità dello sviluppo delle proprie capacità, del progetto.

 

·        Il piccolo ed il Grande Fiume

 

La fascia fluviale non deve essere considerata come un ambito verde disancorato dal contesto ambientale, intoccabile ed immutabile, ma deve essere utilizzato per funzioni che ne sono proprie, nel rispetto della sensibilità e delicatezza che caratterizzano le sue strutture facilmente deteriorabili.

 

·        Cultura

 

La dimensione culturale, il ponte necessario tra identità passata e quella in formazione; un territorio deve sviluppare laboratori continui alla ricerca delle espressioni culturali nuove, anche quelle che portano al centro la politica necessaria, cioè le forme di partecipazione e di formazione verso i grandi temi del fare e del pensare.

In epoca di profondi cambiamenti, con la comunicazione e le tecnologie che sembrano rendere disponibili i saperi si sta assistendo ad una perdita di identità rispetto ai saperi minimi, cioè a quella base di linguaggio che permette lo scambio di idee e di progetto.


POPOLAZIONE

 

LA  SINTESI

 

 

PUNTI DI FORZA

Aumento dei flussi migratori sia in entrata che in uscita.

Aumento della presenza di cittadini stranieri.

Le proiezioni della popolazione al 2010, anche nell’ipotesi peggiore, non evidenziano una riduzione massiccia; nell’ipotesi di forte ripresa della migratorietà nel 2010 si può avere un equilibrio con la situazione del 2002 (38.000 residenti).

PUNTI DI DEBOLEZZA

Calo costante della popolazione che ha portato alla perdita di 5800 residenti in 20 anni.

Calo della natalità che si è assestata a livelli stabili

Invecchiamento della popolazione.

 

OPPORTUNITÀ      

Attirare ulteriore immigrazione.

Ridurre le emigrazioni.

Omogeneità del territorio, grande disponibilità di spazi e abitazioni.

Equilibrio nei movimenti migratori tra i 6 Comuni.

 

 

RISCHI

Non riuscire a compensare l’invecchiamento della popolazione con nuovi ingressi in età lavorativa e con professionalità medie o elevate.

Progressivo aumento delle emigrazioni verso il Comune di Ferrara non bilanciata da ingressi provenienti da altri territori.

 

 

 

LE PROSPETTIVE

 

Iniziali proposte di evoluzione

§         Favorire l’immigrazione con processi ad ampio raggio e duraturi, con attenzione alle singole persone e famiglie immigrate, nell’ottica del rispetto reciproco e della valorizzazione delle differenze

§         Impostare percorsi di inserimento lavorativo e di formazione professionale che permettano agli immigrati (specie stranieri) di inserirsi in ambiti lavorativi dignitosi ed in contesti produttivi a basso impatto ambientale

§         Mantenere elevato il livello dei servizi su tutto il territorio e garantirne la fruibilità da parte di tutti i cittadini

 


GOVERNO, SERVIZI, SICUREZZA, FISCALITA' LOCALE

LA SINTESI

 

PUNTI DI FORZA

Fiscalità locale su ICI, il patrimonio           immobiliare garantisce un gettito certo e costante Omogeneità dei servizi pubblici erogati nei Sei Comuni.

Gestione Associata dei Servizi sociali, sportello Unico, canile intercomunale.

Abitudine al dialogo tra le varie amministrazioni

 PUNTI DI DEBOLEZZA

Fiscalità locale su ICI, ad aliquota invariata minore potenzialità` aumento gettito.

Difficoltà` sia politiche che delle tecno- strutture ad associare competenze e funzioni comunali.

Carenza del controllo sulle gestioni            esternalizzate dei servizi produttivi.

L'attuale modello organizzativo della gestione dei servizi non ha prospettive.

OPPORTUNITA'

Utilizzare la riforma del federalismo per           ridefinire il quadro istituzionale locale verso     l'Unione dei Comuni.

Programmare la gestione delle risorse              pubbliche (Regione-Stato-UE) con una  visione del territorio allargato.

RISCHI

Trovarsi ghettizzati nelle singole autonomie.

Non decidere, scegliere di rimanere con l'attuale modello per paura del nuovo.

 

 

 

 

LE PROSPETTIVE

 

I Comuni godono più delle altre istituzioni la fiducia dei cittadini, del loro "datore di lavoro" e nello stesso tempo "cliente".

Viene chiesto alle istituzioni locali una maggior disponibilità all'ascolto ed una velocità` di risposta più rapida e tempestiva.

Il livello quanti-qualitativo dei servizi pubblici, dalla sanità` ai servizi sociali, dai servizi tecno amministrativi alle scuole soddisfa sufficientemente la collettività`: tasse ed inefficienze della P.A. sono in coda ai problemi ritenuti importanti dai cittadini interessati.

La scala dei temi che ogni comunità` deve affrontare è da alcuni anni cambiata notevolmente.

Rispetto agli anni 70/80 gli enti locali non sono più enti a finanza derivata: le entrate proprie superano abbondantemente le entrate da trasferimenti statali; buona parte dei servizi, specialmente i servizi produttivi, hanno una gestione sovracomunale; vi è una mobilità` maggiore sia dei "cittadini clienti" che delle forme gestionali dei servizi, da economia in appalto e viceversa.

Pur essendo modificato, relativamente in fretta, il ruolo degli enti locali, da gestori a enti di programmazione e controllo, ciò non basta ancora: occorre partendo dalle analisi delle competenze e delle funzioni adeguare il governo istituzionale ai temi da affrontare, che sempre più travalicano i confini delle istituzioni locali, occorre nel contempo adeguare la tecnostruttura ad affrontare con maggior efficacia il ruolo di supporto ad una programmazione e controllo che non pur trovare uno spazio credibile nelle singole realtà` comunali.

Prima che le ragioni di carattere economico e finanziario sottese  all'attuale deficit strutturale del reperimento ed utilizzo delle risorse ci impongano soluzioni improvvise e di tamponamento è opportuno ripensare per tempo ed individuare obiettivi credibili di governo di un territorio allargato.

 

BIBLIOGRAFIA

Bilanci consuntivi 2000 degli Enti Locali dell'Emilia/Romagna a cura dell'A.N.C.I. e U.P.I.  regionali (Rapporto n. 10 del Settembre 2001).

I Bilanci dei Comuni (Preventivi 2001) a cura della Direzione Generale Affari Istituzionali    legislativi Servizio Co.Re.Co. e Segreterie delle Conferenze Regione Autonomie Locali della  Regione Emilia/Romagna (Bologna 15/2/2001).

Le istituzioni del Federalismo, bimestrale di studi giuridici e politici della Regione Emilia/Romagna (n. 3 maggio / agosto 2002).

Annuario Socio-Economico ferrarese C.D.S. 2002.

Rilevazioni dati assunti dai Comuni della Associazione dei Comuni di Copparo - Berra -

Jolanda di Savoia - Tresigallo - Formignana e Ro del Marzo/Aprile 2003.

 

 


ECONOMIA, IMPRESA E COMMERCIO

 

COMMERCIO

LA SINTESI

 

 

PUNTI DI FORZA

Il territorio non è stato massacrato da grandi contenitori e dalle conseguenti infrastrutture di viabilità e parcheggi che questi comportano.

 

 

 

DEBOLEZZA 

La rete commerciale dei sei Comuni non ha potenziale attrattivo neanche per gli stessi residenti. Inoltre, tranne alcune rare eccezioni, il tessuto imprenditoriale è pigro. Anche le realtà mercatali non rivestono attrattività particolare per il consumatore, che è esclusivamente locale. In alcuni centri abitati minori le attività commerciali sono quasi totalmente scomparse, creando problemi alle fasce più deboli della comunità che hanno difficoltà negli spostamenti.

 

OPPORTUNITÀ

Nonostante la GDO sia molto forte, le abitudini commerciali sono in una fase di possibile cambiamento. Dopo l’avvento dei problemi legati alla “mucca pazza” alcune fasce di consumatori stanno cercando sempre più un diverso rapporto con i fornitori dei prodotti alimentari.(La fiducia nella persona che ti vende qualcosa è  garanzia di qualità del prodotto).

La Regione Emilia Romagna da alcuni anni ha emanato leggi di finanziamento del  settore  destinate alla rete di distribuzione di vicinato ( es. sotto i 150 o 250 mq di superficie di vendita). Queste disposizioni sono dirette a riqualificare gli esercizi e le aree dei centri in cui  sono insediati. Riconoscono una forte importanza al ruolo sociale del commercio sia come forma di servizio, e che pertanto deve essere accessibile a tutti, che come fattore  di aggregazione sociale. Là dove nei centri storici si sono chiuse per sempre le saracinesche ,si sono svuotati i centri di vita sociale lasciando il posto  a forme di microcriminalità che hanno dequalificato le città .

La Strada dei Vini e dei sapori , come abbiamo già detto a proposito del settore agricolo , rappresenta una opportunità di valorizzazione dei prodotti locali enogastronomici. Si tratta di un circuito riconosciuto a livello regionale e nazionale ,di imprese che valorizzano le produzioni locali, garantendo standard qualitativi fissati da un disciplinare rigoroso. Far parte delle strade significa garantirsi una opportunità di marketing a livello nazionale ed europeo. Diventa pertanto importante che le amministrazioni e gli imprenditori lavorino in sinergia per rafforzare la loro immagine all’interno della strada.

RISCHI  

S e non si osa si rischia la desertificazione e la mancanza dei servizi nelle frazioni minori. Non è necessario duplicare gli iper mercati ma creare una rete di distribuzione efficiente  e tipica.

 

 

LE PROSPETTIVE

 

Senza dubbio siamo di fronte ad una categoria imprenditoriale che ha subito dei cambiamenti molto repentini nell’arco di un decennio. In particolare si ha la sensazione che lo sconforto sia tale da non far emergere in alcun modo strategie di gruppo. Le amministrazioni devono forzare molto, da una parte mettendo in atto politiche che aiutino a limitare le evasioni, dall’altro cercando di coinvolgere gli esercenti in processi  di  riqualificazione d’area, ricorrendo agli strumenti di finanziamento messi a disposizione dalla Regione, e dimostrando “che si può fare qualcosa ”. Si consiglia inoltre di limitare al meno possibile orari e chiusure, ricordando che i supermercati sono praticamente sempre aperti.

 

 


ARTIGIANATO ED INDUSTRIA

 

LA SINTESI

 

PUNTI DI FORZA

presenza di un artigianato locale consolidato e qualificato nel meccanico. Nonostante il territorio non sia direttamente attraversato da grandi infrastrutture, queste sono facilmente raggiungibili.

PUNTI DI DEBOLEZZA

poche grandi imprese, ed il tessuto artigianale è concentrato soprattutto in due settori meccanico ed abbigliamento.

In particolare quest’ultimo pur essendo numericamente consistente è caratterizzato da una subfornitura di tipo debole fortemente legata ad una unica  committenza. Cominciano ad esserci problemi di reperimento di manodopera specializzata.

OPPORTUNITÀ

Tentare di attrarre grandi imprese da territori saturi (Modena, Bologna e Treviso) presentandosi come territorio di qualità. Il territorio non ha subito l’impoverimento e lo sfruttamento di aree come quelle di Bologna e Modena, ed il livello dei servizi sociali ed alla persona ed alle imprese stesse è elevato.

RISCHI

La carenza di manodopera potrà in futuro essere un serio problema occorre tentare di sensibilizzare i giovani sulle opportunità di formazione e lavoro, ovvero verificare dove la manodopera può essere reperita.

 

 

 

 

 

LE PROSPETTIVE

Le imprese hanno un buon rapporto con le singole Amministrazioni Comunali, ma non hanno probabilmente un rapporto con l’Associazione, si può forse dire che non ne  hanno ancora percepito l’esistenza. Senza dubbio l’iniziativa del Museo Fabbrica creativa, inaugurato il 3 maggio, ha attivato una importante azione di comunicazione.

Si ritiene pertanto che debbano essere prese iniziative di comunicazione o promozione che consentano alle imprese di percepire l’appartenenza ad un nuovo territorio ed ad una nuova città.

Considerato il livello  raggiunto dalle imprese e dal territorio per il futuro occorre pensare a nuovi modelli di sviluppo. E’ oggi impensabile proporre modelli di sviluppo copiati da altre realtà, distretti industriali o cittadelle artigianali, poiché ogni realtà territoriale ha una propria identità e dinamica imprenditoriale, o continuare ad insistere sulla riproposizione di progetti che hanno avuto il loro successo nel passato, ma oggi sono senza dubbio non rinnovabili. Lo sviluppo non  si verifica se le politiche vengono studiate a tavolino e calate dall’alto, o scritte in un bel trattato che spesso leggono solo gli amministratori ma non le imprese.

Si deve innanzitutto partire dal territorio per verificare le potenzialità di sviluppo che ancora sono latenti, partendo dalle singole imprese, verificandone i progetti, i sogni e le aspettative. E inoltre importante creare iniziative che integrino sempre di più l’impresa con il territorio, bisogna creare i presupposti affinchè l’impresa venga vissuta anche dal cittadino come elemento di vita quotidiana, che fa parte anche della storia e del futuro della comunità.

Le grandi aree industriali create in terreni situati  lontano dal centro abitato hanno fatto si che le imprese venissero emarginate. Le imprese devono fare parte del contesto urbano e del suo sviluppo ne sono parte e sono una risorsa. Sarà ovviamente necessario che l’integrazione avvenga in termini di compatibilità ambientale. In questo modo l’identità del territorio si rafforza e diviene il miglior biglietto da visita per attirare nuovi insediamenti dall’esterno. Questo non significa che non si debbano fare più aree di insediamento produttivo, ma che queste debbono essere concepite integrate con le funzioni ed i soggetti presenti all’interno di una comunità. 

 


AGRICOLTURA

 

LA SINTESI

 

PUNTI DI FORZA

Agricoltura tecnicamente avanzata, con produzioni di pregio. Elevata professionalità degli imprenditori. Copparo è la seconda superficie della provincia per la coltivazione della pera. Presenza di grande Cooperativa di Commercializzazione a Cologna. Presenza a Tresigallo di grande struttura di produzione e commercializzazione. In riferimento ai dati Regionali la situazione e complessivamente buona, ma vi e poca propensione al rischio ed alla sperimentazione.

 

PUNTI DI DEBOLEZZA

Età media degli imprenditori elevata Maglia poderale ancora  bassa ed  il numero di addetti è basso: questo significa che in molti casi l’attività agricola non è l’attività principale. Tranne pochi casi la tendenza è quella di  non mettersi in gioco come imprenditori ed a non fare rete. Tranne pochi esempi, che però sono davvero importanti e stanno facendo “scuola” e praticamente inesistente la sensibilità verso le tematiche ambientali e verso una diversa integrazione con il territorio fatto questo testimoniato dal bassissimo numero di aziende biologiche. Le aziende importanti ed interessanti (BTF  Azienda Zenzalino) non dialogano con le Amministrazioni e con il territorio

OPPORTUNITA’   

I nuovi finanziamenti  del Programma regionale di sviluppo rurale  e quelli del Comune di Copparo.  Le Amministrazioni dovrebbero aprire un dialogo con le aziende agricole così co è stato fatto nel passato con il settore artigianale. Il settore è una settore rilevante dell’economia del territorio e può contribuire in modo concreto al suo sviluppo ed alla sua rivalutazione. La riforma della PAC potrebbe contribuire al salto di qualità imprenditoriale, in quanto venendo a mancare il contributo aggiuntivo su alcune coltivazioni estensive (che altro non è se non una integrazione al reddito e non un contributo agli investimenti) molte piccole aziende dovranno fare la scelta se rimanere in attività. La pera  ha ottenuto  IGP :  i Comuni, la Provincia e le Associazioni dovrebbero concertare una campagna di sensibilizzazione degli agricoltori e di marketing nei confronti dei consumatori. Gli itinerari enogastronomici rappresentano una opportunità di valorizzazioni delle produzioni agricole tipiche. In questo contesto diventa  molto importante la legge regionale 23/00 che  stabilisce che gli appartenenti alle Strade dei vini e dei sapori debbano essere in maggioranza imprese agricole.

Altrove con un singolo prodotto sono state costituite opportunità molto rilevanti per le imprese e per il territorio. A questo proposito essendo già in parte operante una aggregazione dei sei Comuni si può utilizzare questo come elemento di concertazione e di promozione del territorio all’interno della strada stessa.

RISCHI

Se  le aziende non si strutturano ed i giovani non decidono di fare gli imprenditori agricoli si rischierà di perdere un importante presidio sul territorio oltre che una opportunità di occupazione. Inoltre altre aree entreranno nella Unione Europea modificando il mercato .

Si perderanno produzioni ed attività culturalmente storicamente importanti  per un territorio che nel passato ha visto l’agricoltura come settore economico principale.

 

 

 

LE PROSPETTIVE

 

Generalmente quando si trattano i problemi legati all’agricoltura per forza di cose si é portati a ragionare in termini di globalizzazione dei mercati. Questo tipo di ragionamento fa si che ogni eventuale politica  o sforzo per aiutare il settore possano sembrare semplici gocce buttate in mare. Proprio la globalizzazione fa si che diventino attuali ed importanti tutti quegli elementi e  caratteristiche che contraddistinguono un  prodotto. Chi frequenta Mac Donald ha la certezza di trovare lo stesso panino in qualsiasi parte del mondo si trovi. Perchè il panino di Mac Donald e stato estraniato dalla realtà in cui viene prodotto. Oggi la tendenza di una certa fascia della popolazione e in senso nettamente  opposto. Il prodotto identifica un territorio ed il territorio si identifica nel prodotto. Come già sopra accennato occorre sforzarsi in ogni modo per valorizzare le produzioni locali e le imprese agricole che si rendono attive nella valorizzazione dei prodotti. Queste imprese meritano particolare attenzione perchè contribuiscono con la loro attività alla valorizzazione del territorio. Occorre attivare con loro iniziative di un certo respiro che vadano oltre la semplice sagra di enogastronomia, ma devono essere iniziative che presentano amministrazioni ed imprenditori agricoli uniti nella promozione del territorio. Inoltre e importante che le amministrazioni affidino a loro, attraverso forme di collaborazione offerte dalla legge di orientamento agricolo compiti per la corretta gestione del verde e delle aree boschive. Inoltre attraverso un fondo (per ora attivato unicamente da Copparo) si dovrebbero finanziare quelle aziende che aderiscono a progetti di rineturalizzazione del territorio. Questo allo scopo di valorizzare la valenza agricola ed ambientale del territorio. Infatti proprio questa profonda vocazione agricola ha fatto si che il territorio, a differenza di altri scampasse alla speculazione edilizia ed in parte anche all’inquinamento.

 

 

 


TURISMO, SISTEMA DELL’ACCOGLIENZA

E TEMPO LIBERO

 

LA SINTESI

                                         

PUNTI DI DEBOLEZZA 

Non esiste un passato turistico del territorio. Non esistono emergenze che da sole possano creare un volano. Le strutture ricettive sono poche

 

PUNTI DI FORZA

Territorio che non ha subito danni irreparabili dalla antropizzazione. La presenza del Po e del Volano, e di piccole emergenze che legate in un  sistema possono essere interessanti per un turismo di tipo culturale/ambientale

OPPORTUNITÀ

La posizione di territorio  in zona intermedia tra la costa e la città d’arte può essere utilizzata come opportunità di attrazione per turisti. Si deve inoltre tentare la creazione di una rete in parte già esistente grazie alla “Strada dei vini e dei sapori”. Occorre in sostanza creare un sistema di emergenze territoriali ed enogastronomiche.

RISCHI
Il settore del turismo presuppone una strutturazione delle aziende e del territorio. Oggi probabilmente tutto questo non ancora a regime.

 

 

 

LE PROSPETTIVE 

 

L’Associazione deve mettere in atto una strategia  per il rafforzamento delle potenzialità del territorio. Gli interventi possono essere differenziati: commercio e servizi di accoglienza, agricoltura, emergenze naturalistiche/ambientali, eventi con carattere sovralocale. Si deve trattare di un vero e proprio piano per la valorizzazione turistica del territorio. A questo proposito si rammenta che nei fondi OB2 l’Amministrazione Provinciale ha la disponibilità di un consistente fondo per il marketing turistico.

 

 


AMBIENTE/AGENDA 21

 

LA SINTESI

 

PUNTI  DI DEBOLEZZA

il mancato monitoraggio ambientale del territorio effettuato in modo sistematico

 

PUNTI DI FORZA

la popolazione non avverte particolari problemi di inquinamento dell’ambiente.

 

 

OPPORTUNITA’

anche se non si possiedono i dati relativi all’inquinamento è evidente che almeno per alcune tematiche il territorio si trova in un buono stato addirittura alcune aree potrebbero essere naturalisticamente riqualificate. Si ritiene indispensabile riuscire a monitorare alcuni indici.

 

RISCHI

si ritiene che in futuro la qualità ambientale di un territorio possa essere insieme ad i servizi uno dei motivi di insediamento della popolazione. Occorre non perdere l'opportunità di qualificare ambientalmente il territorio.

 

 

LE PROSPETTIVE

 

L’Associazione dovrebbe investire risorse per il monitoraggio dell’inquinamento. Inoltre il territorio dovrebbe essere mappato per evidenziare le emergenze naturalistico/ambientali esistenti, sia pubbliche che private. A questo scopo è molto importante trovare una collaborazione con i privati e gli enti di volontariato. La mappatura potrebbe essere il punto di partenza per la costruzione di reti ecologiche, da implementare successivamente con la partecipazione di progetti pubblici o privati.

 

 

 


URBANISTICA, TERRITORIO E INFRASTRUTTURE

 

LA SINTESI

 

TERRITORIO E  PRG

 

 

PUNTI DI FORZA

 

1)      Tradizione pianificatoria

2)      Collaborazione su programmi complessi

3)      Tempi contenuti per le procedure edilizie

4)      Buona dotazione di standard urbanistici

5)      Crescente progettualità

6)      Patrimonio urbanistico del 900

7)      Buona presenza servizi pubblici e privati

8)      Presenza di piccola e medie industrie e Artigianato

9)      Disponibilità di territorio

10)  Presenza potenziale di aree protette ambientali

11)  Presenza industria multinazionale competitiva (Berco)     

12)  Potenziale di peculiarità latenti

13)  Luogo letterario (potenziale parco letterario)

14)  Risorsa ambientale inesplorata

15)  Progettazione di nuovi spazi urbani (26 Piazze)

16)  Territorio giovane

 

PUNTI DI DEBOLEZZA

 

1)      Piani non coordinati

2)      Imprese di costruzioni di piccole dimensioni

3)      Monocolture e scarsità di alberature

4)      Clima

5)      Poca consapevolezza  potenzialità territoriali

6)      Poca sensibilità proprietari beni storici

7)      Identità debole

8)      Zanzare

9)      Scarsa cultura della cooperazione

10)  Carenza di capacità decisionali