RELAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2008
 

 

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Presidente, colleghi consiglieri, cittadini,
come ogni anno, mentre ci si appresta ad approvare il bilancio, anche quest’anno è uscito il rapporto annuale dell’ISTAT.

Il Paese viene descritto, come sempre, partendo dal dato demografico come principale indicatore: “aumentiamo ma siamo nati altrove, invecchiamo ma ci sentiamo meglio, crediamo nella famiglia…”.
La rappresentazione che ne esce presenta i tratti peculiari evidenti di una popolazione in trasformazione, frutto dell’allungamento dei tempi di vita, del nuovo modo di percepire i bisogni, dei confini all’interno dei quali ci si muove.

Il processo di trasformazione in atto sicuramente ha diversi elementi non ancora definiti con precisione, soprattutto per quanto riguarda il fenomeno migratorio, ma i tratti evolutivi più forti sono quelli che per il nostro territorio si immaginavano da tempo. Da questi si è partiti nelle scelte di questa Amministrazione, nella consapevolezza però che, nelle trasformazioni sociali, i comportamenti individuali e dei gruppi si modificano secondo dinamiche che dipendono solo parzialmente dalle politiche pubbliche.

Le comunità sono sistemi complessi, aperti all’esterno, dinamici e di dimensione variabile e, se è vero che la politica è ”l’arte di governare le città”, il compito che ci spetta è quello di cercare di mantenere un equilibrio armonico tra le sue componenti, cercando di comprendere i rischi che il cambiamento può determinare e di guidare la trasformazione, evitando di farsi cogliere impreparati.

La stessa relazione indica nei processi di trasformazione demografica, la variabilità dei pesi dei diversi componenti, nei rapporti tra le diverse categorie di bisogni, i principali focolai di rischiosità per la stabilità del sistema.