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Il tema della coesione sociale è quindi, come per
noi, così dall’ISTAT, posto al centro di ogni ragionamento
e appare come la condizione imprescindibile all’avvio
o al rafforzamento o anche al semplice mantenimento
di qualsiasi processo di sviluppo. È quindi chiaro
anche il ruolo che deve svolgere la Pubblica Amministrazione
in questo: essa è il principale responsabile della salvaguardia
degli equilibri, che sicuramente non si misurano esclusivamente
in termini economici.
Il ruolo è più alto. Se ci si limitasse al bilancino
e si ritenesse di aver esaurito così il compito di Amministratori,
già arduo, vista la progressiva contrazione nella disponibilità
di risorse a fronte di un fabbisogno naturalmente in
crescita, se ci si fermasse a questo comunque, vorrebbe
dire di non svolgere una parte importante del nostro
compito.
Il fine è quello di tenere insieme tutti i pezzi,
che cambiano per quantità e tipologia. Questa è la parte
più complicata, perché ognuno di Noi incontra cittadini,
per i quali il problema personale è il problema dei
problemi. Ma se non si ha una visione complessiva fondata
su valori e principi, che guidano le scelte, e se non
si ha la capacità di tener fede a tale visione, se non
si fissano le regole di applicazione di quei principi,
se non ci si mette nelle condizioni di far conoscere
principi, regole e fondatezza delle scelte, tenere insieme
i pezzi diventerebbe impossibile.
Soprattutto, l’utilizzo delle risorse deve essere
con rigore ricondotto e riconducibile ai principi che
guidano le scelte, sforzandosi di motivare con chiarezza
le decisioni, che comportano scelte e quindi livelli
di soddisfazione individuale sicuramente non omogenei.
Ma è proprio qui la responsabilità dell’Amministratore:
deve rendere sempre chiaro e individuabile l’interesse
generale, nel rispetto del ruolo di ognuno e del contributo
che ognuno può dare al sistema nel suo complesso.
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